Industrie: Zanotta e Tecta

ZANOTTA
Zanotta è un'azienda nata nel 1954 ed è una delle principali protagoniste nella storia del Design italiano. Il fondatore è Aurelio Zanotta e sin dagli inizi si occupò di collaborare con architetti e designer di fama internazionale come Castiglioni, Aulenti, Zanuso, Sottsass, Colombo, Munari e molti altri. La volontà era di dare spazio a oggetti disegnati durante  il Razionalismo italiano e gli anni '50 (inizio del Design Italiano) creando un legame di continuità con il passato all'interno della collezione ed una storia cronologica dell'evoluzione del design nel settore del mobile da inizio '900 ad oggi.

Zanotta vinse per il suo operato numerosi premi tra i quali figurano tre Compassi d'Oro. E' un sostenitore di operazioni culturali a favore dello sviluppo e la diffusione di tematiche legate al design dell'arredo e al tema dell'abitare, motivo per il quale tutt'ora l'azienda partecipa a molte mostre e manifestazioni nel campo del design, dell'arte, dell'architettura e della moda.

La progettazione era, ed è, rivolta a risolvere il nodo fondamentale tra produzione e design: produrre profitto e cultura allo stesso tempo. Si trattava di orientare la produzione verso la qualità, che sicuramente portava profitto economico ma anche una funzionalità negli arredi indispensabile e raggiungibile grazie ad una ricerca in campo estetico, formale, tecnologico, sociologico e di mercato.
La priorità più che mai attuale è quella di fornire al pubblico oggetti d'arredo che abbiano qualità emotive e affettive, anziché limitarsi a rispondere ad una domanda passiva del mercato.


TECTA
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Marcel Breuer, Bookshelf, 1932
La Tecta è un'industria di Lauenförde, Germania, guidata da Alex Bruchhäuser e Christian Drescher. Si occupa di produrre e riprogettare le migliori idee provenienti dal Bauhaus di Weimar e Dessau, elaborate da designer e architetti quali ad esempio Marcel Breuer, Walter Gropius, Ludwig Mies van der Rohe, Gerrit Rietveld, ... 
I prodotti contemporanei invece sono pensati secondo un approccio moderno rivolto a una sostenibilità ambientale data da una lunga durata dei mobili, anziché di un progetto in un'ottica di intercambiabilità dei componenti.

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